Il significato del diadema sulla testa dela Madonnina.

      Bisogna andare al Vangelo e comprendere la regalità di Maria alla luce, appunto, dell’insegnamento evangelico. Gesù dice: “Beati i poveri in spirito, beati i miti, beati coloro che sono artefici di pace, perché di essi è il Regno dei Cieli”, “saranno chiamati Figli di Dio”. Si entra nel Regno attraverso le beatitudini e, quindi, il significato non è il significato di dominio dell’uno sull’altro ma è un significato di appartenenza ad un regno sovrumano che è quello che Gesù esercita nell’intimo dei cuori attraverso appunto la sovranità di Cristo e dello Spirito del Padre nel cuore degli uomini.

        Per capire la regalità della Vergine Maria e la festa istituita da Pio XII, Maria Regina, dobbiamo vedere la vita cristiana come in due pannelli: la vita terrena e la vita celeste. La vita terrena è quella sotto il dominio dello spirito e, quindi, Maria non è semplicemente la donna coronata di sole ma la serva del Signore, che avendo durante tutta la sua vita seguito il Signore, adesso viene esaltata con Lui e al di là, al di sopra dei cori degli angeli, perché partecipe della sua vicenda terrena, la vicenda di Cristo. Una vicenda che è stata di umiliazione e di sofferenza nell'affrontare anche le forze più terribili del mondo.

       Maria è partecipe come umile serva del Signore e, allora, come Gesù che si è umiliato e che poi è stato esaltato alla destra di Dio e incoronato di gloria e di onore, così anche Maria viene esaltata per la sua umiltà:

        “Ecco, sono la serva del Signore, si compia in me la sua Parola”! Quindi, la vita di Maria è una vita sospesa alle promesse di Dio e così deve essere anche la vita del cristiano. Noi sappiamo la via che dobbiamo percorrere che è la via della fede, anche dell’umiltà, del dolore, delle lacrime ma è la fede che, in modo particolare, ci porta a riconoscere che la sapienza di Dio è superiore alla sapienza umana.

       Questa è la grande umiltà dell’essere umano: quando riconosce che Dio è più sapiente degli uomini e quindi ci si affida totalmente alla volontà salvifica di Dio e si è sicuri di essere sulla strada giusta, cioè sulla strada della salvezza personale ma anche della salvezza dell’umanità, della salvezza del cosmo, perché attraverso l’amore libereremo il cosmo dalle forze di morte che stanno in tanti modi tentando di portare verso il baratro l’umanità.

       Noi dobbiamo costruire una umanità nuova e la figlia di Sion con la corona di stelle sul capo e la luna sotto i suoi piedi, segno ormai del tempo che è trascorso e non esiste più - c’è ormai l’eternità - risplende veramente nel Cielo di tutti i continenti come segno di sicura speranza e di consolazione per il pellegrinante popolo di Dio.

       Dunque, la corona sulla testa della Madonnina, vuol dire proprio questo: avete fiducia e speranza, le vostre lacrime, unite alle mie lacrime, sono segno di sicura speranza e consolazione, di vittoria, non siete soli in questa ‘valle di lacrime’, piango con voi e per voi come segno di vittoria.

      San Tommaso d’Aquino afferma che « la Madre di Dio ottenne per sè, la maestà del Regno, affinché sia Regina di misericordia là dove il Figlio è Re di giustizia ».La Vergine Maria dunque non è Regina di giustizia, ma di misericordia, anzi la Madre della misericordia, una Mamma dolcissima di cui noi dobbiamo asciugare le lacrime e Lei, in quanto Madre potente, asciuga le nostre lacrime.

        La celeste Regina esercita il suo potere regale sugli uomini perdonando e beneficando, placando la giustizia divina col suo intervento materno e misericordioso. Dice il Beato Massimiliano M. Kolbe: « L’Immacolata deve essere, e questo al più presto possibile, la Regina di tutte le genti… Chi si opporrà e non crederà al suo amore, perirà; chi invece la riconoscerà Regina e si muoverà, quale suo milite, per la conquista del mondo a Lei, vivrà, fiorirà e si svilupperà sempre rigogliosamente».

        Noi vogliamo che la corona sia simbolo del potere di mediatrice della Vergine, un potere regale che esercita qui, al santuario, perdonando e beneficando, asciugando le nostre lacrime. Se andiamo a Betleeme, possiamo chiederci: che cosa hanno visto i Magi? Oltre la povertà, la semplicità, l’abbassamento del Figlio di Dio, la sua kenosi, la sua croce e passione, hanno visto il Re dell’Universo, il Re delle nostre anime, e gli hanno portato i doni della regalità.

       Anche io, andando oltre la semplicità del visibile, volevo che i pellegrini arrivati alla Madonnina delle lacrime, vedessero in lei la potente Mediatrice la quale, col suo intervento presso il Figlio, ci porta il perdono, la consolazione e la pace, attraverso le sue lacrime di Madre e Regina.

Mons. Girolamo Grillo, Vescovo emerito di Civitavecchia-Tarquinia