Buon Natale e Buon Anno a tutti!

       Carissimi,

                      vorrei iniziare questo mio breve scritto con le parole dell’inno che gli Angeli cantarono sulla grotta di Betlemme: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che Egli ama”, anche perché la pace è il dono più grande che Dio abbia potuto fare a tutti gli uomini ed in cui sperano credenti e non credenti.

      Perché mai si chiederanno alcuni di noi, il Natale di Gesù si celebra il 25 dicembre? Sappiamo con certezza che il Figlio di Dio si è fatto Bambino proprio in questo giorno? A questa domanda si deve rispondere: “Non lo sappiamo”. Gli studiosi ed anche gli esegeti dicono che probabilmente i primi cristiani abbiano scelto questa data poiché nell’antica Roma il 25 dicembre si celebra la festa del “Natalis Solis Invicti”.

       Con la scelta di questa data i cristiani di allora hanno voluto dare un significato del tutto nuovo a questa festa antica: la nascita di Colui che è il “Sole Vero” la luce del mondo, come si esprime S. Giovanni nel suo bellissimo Prologo. Natale, carissimi, quindi, è “Il Verbo di Dio che si è fatto carne e venne ad abitare in mezzo a noi”.

       Natale, pertanto, è pensare che il Figlio di Dio si è fatto bambino come noi, con la differenza che Egli è nato in una mangiatoia. Lasciamoci, allora, penetrare da questo grande mistero: Dio è venuto ad abitare in una casa come noi, soltanto che la sua casa certamente non era come la nostra con tutte le comodità.

       Allora, carissimi dobbiamo guardare ogni giorno a questa realtà profonda: “Dio si è fatto come noi”! Natale per i veri cristiani è tutto l’anno, perché a tutti viene da pensare alla nascita di quel Bambino, specialmente quando Gesù viene nelle nostre anime facendo la Comunione, e alle nostre nascite dal grembo di ogni mamma.

       La festa del Natale ci aiuta ad adorare la nascita del nostro Salvatore, mentre ci fa pensare alla nostra vera nascita: cioè al nostro Battesimo. Anche noi, allora, siamo nati ad una nuova vita, la vita in Cristo Gesù.

       Il Natale del Signore, infine, è il Natale della pace, come afferma l'Apostolo Paolo nella “Lettera agli Effesini 2.14…” Egli è la nostra pace; è Colui che di due popoli ne ha fatto uno solo”.

       Ci sono anche tante altre cose alle quali pensare e meditare quando ci si trova dinanzi al Presepe: il fatto che il Figlio di Dio non abbia trovato posto nell’albergo che, sia nato in una mangiatoia accanto al bestiame. ….Dio si è, in altri termini, fatto uomo per essere tutto con noi e per noi. Ma, a proposito, l’avete fatto il presepe nelle vostre case?

       Sia benedetto Dio per questo luogo oscuro da Lui scelto, per la sua nascita, per questa mangiatoia, per questa stalla nella nostra vita!








Mio caro Gesù Bambino!

Che tristezza, invece, il Natale di oggi!
Luminarie e panettoni
e false stelle di ghirlande
oscurano la Festa del Sole Divino.
Lui che non ha trovato un albergo,
ma soltanto di paglia una culla,
lo poniamo in un grattacielo
e non nel più alto dei cieli.

Dall’Oriente è venuta una Stella,
ma spenta noi l’abbiam dell’Occidente,
pur con mille pretesti.
Un Bambino è nato quel giorno,
ma oggi non ci sono più nascite.
Non della vita è la nostra civiltà,
ma della morte.

Ma Tu, o Divino Bambino
a nascere continua.
Vieni ancora, o Celeste Bambino,
vieni, vieni, Bambino Gesù!
perché in una culla calda la mia anima trasformerò!
La Vergine Mamma sempre ti accompagnerà
ed insieme a Giuseppe
una dolcissima Ninna Nanna ti canterà!


         E con questi pensieri auguro a tutti i lettori che con il prossimo Natale, possiamo anche noi accogliere e dare il benvenuto anche nella nostra vita a quel Bambino che non esita ad entrare nelle nostre case piene di miserie umane. Vieni Gesù nelle nostre anime fredde e falle riscaldare con il tuo amore, affinché il nostro cuore diventi tenero come il tuo. Resta con noi! Vieni Gesù! Maranathà!


Mons Girolamo Grillo, Vescovo emerito di Civitavecchia - Tarquinia