- 60.mo anniversario dell’Ordinazione Presbiterale di Mons. Girolamo Grillo.

        - Omelia di Mons. Giovanni Marra, Arcivescovo Emerito di Messina Civitavecchia, Chiesa della Madonnina, 25 maggio 2013:

       "Canterò per sempre l’amore del Signore"!

     Con queste parole del Salmo, Mons. Girolamo Grillo oggi, nel 60° anniversario della sua Ordinazione Pres- biterale, rende grazie al Signore per il dono della vocazione, per il dono del sacerdozio ministeriale e per i sessanta anni di generoso servizio alla Chiesa come sacerdote e come Vescovo.

      In tutti questi anni e fin dalla fanciullezza egli ha sperimentato l’amore del Signore e la protezione della Ma- donna. Lo ha sperimentato anzitutto nella sua famiglia che gli ha trasmesso il dono della fede, lo ha sperimentato nel Seminario diocesano di Tropea dove ha iniziato il suo cammino verso il sacerdozio e ancor più l’ha sperimentato come sacerdote a servizio di Giovanni Paolo II nella Curia Romana e come Vescovo prima di Cassano allo Ionio in Calabria e poi di Civitavecchia-Tarquinia nel Lazio.

        1.- Gli inizi della vocazione al sacerdozio

      Anzitutto, la famiglia è il luogo principale dove i genitori cristiani trasmettono la fede. Mons. Grillo è nato nel piccolo centro calabrese di Parghelia, vicino a Tropea, il 18 agosto 1930, da genitori di semplice ed autentica vita cristiana. Potremmo dire che, con il latte materno, mamma Elisabetta ha nutrito la fede cristiana del figlio Girolamo e la devozione alla Beata Vergine Maria, che a Parghelia è venerata col titolo di Madonna di Portosalvo.

        Da piccolo, Girolamo frequentava la parrocchia ed è stato facile per lui desiderare di diventare sacerdote come il suo parroco. E’ l’inizio della chiamata al sacerdozio che, nel corso degli anni, avrà bisogno di verifiche ben più consapevoli e approfondite, ma intanto, col sostegno dei genitori e del parroco, il piccolo Girolamo all’età di dieci anni entra nel Seminario Minore di Tropea.

       Qui viene accolto dal Rettore, Don Francesco Mottola, sacerdote di grande spiritualità ed esemplarità, del quale è in corso la causa beatificazione. Questo santo sacerdote è stato per Mons. Grillo, un punto di riferimento importante nella sua formazione, tanto da scrivere su di lui un interessante libro che ne racconta la vita, ne espone la spiritualità sacerdotale e ne illustra il carisma religioso.

        2:-La formazione nel Pontificio Seminario Pio XI di Reggio Calabria

     Terminate le scuole ginnasiali, dal Seminario diocesano di Tropea si trasferisce a Reggio Calabria per fre- quentare presso il Pontificio Seminario Regionale i tre anni di liceo e filosofia ed i quattro anni di Teologia. Sono gli anni più intensi della formazione e della preparazione al sacerdozio sotto la guida dei Padri Gesuiti che allora avevano la responsabilità del Seminario Maggiore.

       I più importanti insegnamenti di filosofia e di teologia erano tenuti da docenti gesuiti, come il filosofo padre Cor- si e il teologo padre Vitti. Soprattutto la direzione spirituale di ogni singolo seminarista era affidata a gesuiti di notevole spessore culturale e spirituale quali erano padre Peluso, padre Gargiulo e padre Marranzini, religiosi che ebbero poi importanti responsabilità a livelli più alti, come padre Marranzini che fu docente di Teologia morale nel Pontificio Seminario Campano di Posillipo in Napoli e padre Gargiulo che fu Provinciale dei gesuiti per l’Italia con sede a Roma.

       Queste furono le guide culturali e spirituali che accompagnarono Mons. Grillo verso l’Ordinazione Presbiterale e che gettarono le fondamenta di quella forte personalità che ha caratterizzato il suo ministero sacerdotale ed episcopale.

     Nei sette anni di formazione nel Pontificio Seminario Pio XI di Reggio Calabria, sotto la guida dei direttori spirituali che abbiamo ricordato, la vocazione del giovane Girolamo ha preso solide radici ed ha preso piena consapevolezza che non si trattava di un desiderio dell’età infantile, indotto dai suoi pii genitori e dal suo buon parroco e alimentato dall’ambiente del piccolo Seminario di Tropea, ma di una vera chiamata del Signore, come descritta da Gesù rivolgendosi agli apostoli: "Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi, perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga". Egli ormai sentiva che erano rivolte anche a lui le parole che Gesù rivolse ai due pescatori Simone e Andrea sul lago di Tiberiade: "seguitemi, vi farò pescatori di uomini": ed essi tutto lasciarono e lo seguirono.

      Al termine degli anni di Teologia il giovane Grillo è ormai maturo e consapevole dei passi che deve compiere chiede e riceve gli Ordini sacri del Suddiaconato (come allora previsto) e del Diaconato. Finalmente, con piena consapevolezza e libertà e con l’animo pieno di gioia, chiede ed ottiene di essere ordinato Presbitero, cioè sacerdote, ministro di Dio a servizio del popolo cristiano. E’ la prima meta importante della vita, evento di gioia non solo per chi è ordinato, ma per i genitori e l’intera famiglia e festa per il paese di origine e per tutta la diocesi.

        3.-L’Ordinazione Presbiterale nella Cattedrale di Tropea

      L’Ordinazione Presbiterale di Mons. Girolamo Grillo avvenne il 25 aprile del 1953, esattamente 60 anni fa ed ebbe luogo nella Cattedrale di Tropea. Vescovo celebrante è stato Mons. Enrico Nicodemo che in quel tempo era vescovo di Mileto e anche Amministratore Apostolico della diocesi di Nicotera e Tropea, poco tempo prima di essere trasferito a Bari come Arcivescovo di quella diocesi.

       A questo punto mi sia consentito di riferire un ricordo personale: in quello stesso giorno, il 25 aprile, nella stessa Cattedrale di Tropea e nel corso della stessa celebrazione liturgica presieduta dallo stesso Vescovo Nicodemo, chi vi parla ha ricevuto l’ Ordine sacro del Suddiaconato, in vista di ricevere a giugno successivo il Diaconato e il 19 settembre di quell’anno l’Ordine del Presbiterato.

       In effetti, con Mons. Grillo ci siamo conosciuti fin dagli anni del Pontificio Seminario Regionale Pio XI di Reggio Calabria, insieme abbiamo frequentato il liceo, la filosofia e la teologia e insieme siamo giunti agli Ordini sacri: lui mi ha preceduto nell’Ordinazione Presbiterale di soli cinque mesi.

       Guardando a questi sessanta anni che sono passati per lui e per me, mi pare di poter dire che la nostra vita si è svolta quasi in parallelo. Infatti, dopo gli anni del Seminario di Reggio Calabria, abbiamo completato gli studi, con qualche anno di differenza, nella stessa Pontificia Università Gregoriana, in anni diversi e in continuità l’uno dopo l’altro, abbiamo collaborato, negli anni cinquanta e sessanta, per l’organizzazione delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani, negli stessi anni abbiamo lavorato nella Curia Romana e nella Segreteria di Stato, durante i pontificati di Giovanni XXIII, Paolo VI, di Giovanni Paolo I e di Giovanni Paolo II. In tempi successivi, entrambi siamo stati nominati Vescovi ed ora, insieme, siamo Vescovi emeriti!

       Tornando a quel 25 aprile di sessanta anni fa, ancora rivedo l’interno delle cattedrale di Tropea, colma di fedeli e, in prima fila, la mamma e il papà e i fratelli e le sorelle di Mons. Grillo. Rivedo l’ordinando vestito del camice bianco, disteso sul pavimento, mentre il coro canta la litania dei santi; rivedo il vescovo Nicodemo che, con le braccia aperte verso l’alto, legge con tono solenne la preghiera consacratoria del nuovo Presbitero. Rivedo l’unzione delle mani con l’olio profumato del crisma che le rende idonee a toccare, nell’Eucaristia, il Corpo e il Sangue del Signore sotto i segni del pane e del vino.

       L’Ordinazione Presbiterale è la fonte di tutto quello che un sacerdote può fare per svolgere la sua missione di insegnare e di santificare attraverso l’annuncio del Vangelo e la celebrazione dei sacramenti, con particolare riferimento ai sacramenti dell’Eucaristia e della Penitenza che trasmette l’amore misericordioso di Dio. Il Presbiterato è la base stessa dell’Episcopato che eleva il sacerdozio alla sua pienezza.

        4.- Identità e dignità del sacerdote

       Ricevuta l’Ordinazione Presbiterale, il sacerdote può pronunciare, come fece Gesù nella sinagoga di Nazareth, leggendo il profeta Isaia: "Lo Spirito del Signore è sopra di me. Per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato per annunziare ai poveri il lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi e proclamare un anno di grazia" (Luca, 4, 18-19).

       Il sacerdote è definito anche un "alter Cristus" perché è la continuazione di Cristo, è il prolungamento di Cristo nel tempo e agisce "in persona Cristi". La dignità e l’identità del sacerdote trovano fondamento nella conformità a Cristo, Sacerdote, Capo e Pastore.

       Come sacerdote, è partecipe dell’unico sommo ed eterno sacerdozio di Cristo. Come Capo, il sacerdote ha dei poteri spirituali che l’ordine sacro gli conferisce non per dominare sugli altri, ma per servire il popolo di Dio, sull’esempio di Cristo che lavò i piedi agli apostoli e disse che non era venuto per essere servito, ma per servire.

       Come Pastore, il sacerdote deve essere animato di quella carità pastorale che è dono totale di sé alla Chiesa e alle anime ed è tutto proteso a guidare, proteggere il suo gregge sull’esempio del buon pastore che dà la vita per le sue pecore, non fugge di fronte al lupo, conosce le sue pecore e da esse è conosciuto, va in cerca della smarrita e cura la ferita e cerca le pecore che non fanno parte del suo ovile, perchè si faccia un solo ovile con un solo pastore.

      Questa spiritualità sacerdotale è stata la forma con la quale Mons. Grillo ha vissuto il suo ministero di Presbi- tero, nel servizio alla Santa Sede e nella volontaria collaborazione che offriva a Istituti Religiosi ed a Comunità parrocchiali della diocesi di Roma. Quando poi il Beato Giovanni Paolo II lo nominò Vescovo la sua spiritualità sacerdotale, la sua carità pastorale e la sua paternità sono divenute più intense anche come esempio di fronte al clero e al popolo a lui affidati.

       Infatti, Mons. Grillo venne ordinato Vescovo di Cassano allo Ionio il 27 maggio 1979, dove vi rimase per circa quattro anni. Il 20 dicembre del 1983 venne trasferito alla diocesi di Tarquinia-Civitavecchia, dove vi rimase per oltre venti anni e dove sono accaduti i fatti delle lacrimazioni di sangue della Madonnina che ebbero grande risonanza in tutti i media e che hanno segnato fortemente la sua vita e la vita stessa della diocesi. Infine, divenuto Vescovo emerito, Benedetto XVI volle nominarlo Canonico della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore in Roma quasi un riconoscimento del suo straordinario legame devozionale con la Beata Vergine Maria, essendo quella Basilica il più antico e importante Santuario mariano della cristianità.

        5.- I quattro amori dell’autentico sacerdote

      Il Card. Francis Arinze, in un recente libro dedicato alla vera spiritualità sacerdotale, scrive che la vita del sacerdote dovrebbe essere ispirata da questi quattro amori: l’amore per Cristo, l’amore per la Parola di Dio, l’amore per la Chiesa, l’amore per la Beata Vergine Maria. Seguendo questo schema, mi pare di poter riassumere i sessanta anni dall’Ordinazione Presbiterale affermando che tutta la vita di Mons. Grillo è stata illuminata da questi quattro amori:

       L’amore a Cristo è stato, per Mons. Grillo, centro e forza unificante di ogni attività, alla luce dell’insegnamento di San Paolo. "Per me il vivere è Cristo". Questo amore lo ha testimoniato nella assidua preghiera di lode e di ringraziamento al Signore e nella celebrazione quotidiana dell’Eucaristia, culmine e fonte della vita cristiana.

       L’amore alla Parola di Dio è stato alimento che ha nutrito la sua via spirituale, la sua cultura teologica e la sua predicazione. Lo dimostrano i libri che Mons. Grillo ha scritto a commento dei Vangeli domenicali e festivi e le molteplici iniziative pastorali di carattere biblico che ha promosso come Vescovo, ben conoscendo l’affermazione categorica di San Girolamo: "L’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo".

       L’amore alla Chiesa è stato per Mons. Grillo un costante impegno che ha caratterizzato sia il servizio alla Santa Sede nella Curia Romana, sia il servizio reso alle Chiese di Cassano allo Ionio ed a Civitavecchia-Tarquinia, sia attraverso l’amore e l’ubbidienza al Papa, corrispondendo fedelmente ad ogni sua disposizione e accogliendone prontamente il Magistero ordinario e straordinario.

       L’amore di Mons. Grillo per la Beata Vergine Maria, come già accennato, ha radici molto antiche e rimonta al tempo della fanciullezza quando mamma Elisabetta gli insegnava a rivolgersi alla mamma celeste per venerarla e per chiedere la sua protezione.

       Questo insegnamento è divenuto connaturale in ogni fase della vita di Mons. Grillo, a cominciare dalla devozione alla Madonna di Porto Salvo che si venera nella parrocchia di Parghelia e che lui frequentava con la mamma quando era bambino, dove poi ha ricevuto la Prima Comunione e la Cresima sotto lo sguardo materno della Madre di Gesù.

       Nel Seminario Maggiore di Reggio Calabria, ancora nei primi anni di teologia, il seminarista Grillo ha studiato e approfondito la figura di Maria nel mistero della salvezza con uno scritto sulla Madonna Assunta col quale ha ottenuto un premio che gli ha consentito, nell’anno giubilare 1950, di recarsi a Roma dove il Sommo Pontefice Pio XII ha proclamato verità di fede l’Assunzione di Maria in cielo.

       Nel piccolo Seminario di Tropea la devozione mariana era rivolta in modo particolare alla Madonna di Romania, una splendida icona antica che risplende al centro della Cattedrale di Tropea. Ai piedi di quella immagine mariana Mons. Grillo ha ricevuto l’Ordinazione Presbiterale sessanta anni or sono e in quel giorno ha offerto e consacrato il suo sacerdozio alla Vergine Maria, Madre del Sommo ed Eterno Sacerdote Gesù .

        6.- Mons. Grillo e la Madonnina di Civitavecchia

       Tutto il ministero presbiterale ed episcopale di Mons. Grillo è contrassegnato da una intensa devozione mariana tanto da poter affermare che egli è stato un sacerdote mariano e poi, in continuità, un Vescovo mariano. Non sorprende quindi che proprio a lui è stato concesso il privilegio di gestire, con sofferta responsabilità e con trepidazione, la nota vicenda delle ripetute lacrime di sangue della Madonnina di Civitavecchia. Era il 2 febbraio 1995.

     Quale fu l’atteggiamento di Mons. Grillo di fronte a questo evento straordinario e drammatico? E’ stato l’atteggiamento che ogni vescovo saggio e prudente è solito tenere di fronte ad eventi straordinari che sembrano avere carattere di soprannaturalità.

       All’inizio il suo dubbio, anzi lo scetticismo, era andato oltre misura nonostante che numerosi testimoni, diversi per età e responsabilità e in momenti diversi, avevano assistito alle lacrimazioni, oltre la prima testimone, la bambina, Jessica Gregori di cinque anni e mezzo che aveva avvertito i suoi genitori.

       La vicenda prende una svolta nuova quando la statuina, che egli aveva deciso di conservare nella sua casa per sottrarla al clamore che si era creato, mentre la teneva nelle sue mani, alla presenza di altre tre persone, ha pianto una lacrima che scendendo sulla gota ha formato un sottile filo di sangue.

      Mons. Grillo ne rimase sconvolto. Era sul punto di svenire, tanto che i presenti chiamarono con urgenza un medico. Mons. Grillo da giudice, quale era finora, diviene un testimone di qualità, anche se egli ancora non riesce a superare completamente il suo scetticismo. Tuttavia, si rende conto che la Madonna vuole qualcosa da lui. La sua preghiera alla Madonna diviene più fervorosa, ma cresce anche la sofferenza.

      L’attenzione che il Papa Giovanni Paolo II, personalmente e privatamente, ha dimostrato riguardo le vicende delle Madonnina di Civitavecchia è stata per Mons. Grillo motivo di incoraggiamento che gli ha dato serenità e gli ha consentito di scrivere un prezioso libro-documento dal titolo "La vera storia di un doloroso dramma d’amore. La Madonnina di Civitavecchia" dove tutto è puntualmente raccontato a futura memoria.

       Nel compiersi il sessantesimo anniversario dell’Ordinazione Presbiterale e gli oltre ottanta anni di età, Mons. Grillo presenta questo libro dedicato alla Madonnina di Civitavecchia come il suo testamento spirituale che considera "un atto d’amore alla celeste Regina che ha voluto coinvolgermi - egli scrive - in una storia lunga e, per qualche verso, drammatica".

     Ringraziamo Mons. Grillo per il servizio che ha reso alla Chiesa nei suoi sessanta anni dall’ordinazione Presbiterale vissuti come Presbitero e come Vescovo, lo ringraziamo per la grande testimonianza di amore alla Madonna che ha costantemente dato e gli auguriamo di poter continuare per molti anni ancora: "ad multos annos".Amen

Giovanni Marra, Arcivescovo Emerito di Messina, Lipari, S.Lucia del Mela.