Il sessantesimo anno del mio sacerdozio.

       Sono passati esattamente 60 anni da quel meraviglioso giorno (25 aprile 1953 festa di San Marco). Non avevo ancora 23 anni (li avrei compiuti il 18 agosto) e, quindi con la massima dispensa di Papa Pio XII, quando, per le mani di Sua Eccellenza Mons. Enrico Nicodemo, Arcivescovo di Bari, il quale era Amministratore Apostolico della Diocesi di Tropea (Mons. Nicodemo era stato, però, Vescovo della Diocesi di Mileto-Nicotera Tropea), ho ricevuto l’ordinazione sacerdotale.

      La mia ordinazione è avvenuta nella Cattedrale di Tropea ai piedi della Madonna di Romania (l’icona che si venera a Tropea). Nel contempo il mio compagno di studi, l’attuale Arcivescovo Mons. Giovanni Marra, riceveva il diaconato.

      Vicino a me, oltre ai miei genitori e ad altri amici di Parghelia (naturalmente il parroco Don Francesco Ruffa), c’era l’indimenticabile Don Francesco Mottola, il quale era da un certo tempo diventato il mio confessore e il mio direttore spirituale. E’ proprio da Don Mottola che ho potuto attingere la forza e il coraggio di vivere come lui il mio Sacerdozio. Non so, però, se sempre io ci sia riuscito, ma in tutto il tempo della mia vita ho cercato di imitarlo. Egli è stato in ogni momento per me una figura emblematica.

       Non potrò mai dimenticare, infatti quel giorno, da me tanto anelato fin da quando ero ragazzo (all’età di 10 anni sono entrato in Seminario, dove ad accogliermi c’era proprio Don Mottola, ma di questo ho già scritto in un articolo per la rivista diocesana, dove più o meno ho detto quanto prima in questo mio articolo.

       Il giorno successivo ho celebrato, cantando, la mia seconda Messa ai piedi della mia dolcissima Madonna di Portosalvo, presso la quale avevo molto pregato perché potessi diventare sacerdote.

       Ha parlato di me, dal pulpito del Santuario, il mio parroco Don Francesco Ruffa, il quale si può dire, mi ha conosciuto da ragazzo.

       Dico da ragazzo, perché ho ricevuto il Battesimo da un altro Don Francesco Ruffa, compagno di Don Mottola il quale è morto prematuramente in concetto di santità.

      Successivamente, nel pomeriggio del 26 aprile, i miei genitori hanno organizzato una grande festa per me, invitando quasi tutti gli abitanti di Parghelia.

       Sono passati 60 anni, ma sono passati come un volo di aquila, la quale, quando vola, tende verso il sole.

       Anch’io da quel giorno, sull’esempio di Don Mottola ho cercato di volare sempre verso il sole, ma verso un altro Sole, il Sole che non tramonta mai e che ci illumina in ogni circostanza della nostra vita. Almeno spero che sia stato sempre così!

       Non posso fare a meno, infine, di ringraziare i miei genitori e specialmente mia mamma, la quale per me è stata tutto: la mia prima catechista, la prima insegnante di asilo e di scuola elementare, ecc.

      Così come ringrazio quanti fin da allora, mi hanno sostenuto con la loro preghiera e quanti continuano a sostenermi ancora e che anch’io non dimentico nelle mie preghiere.

       Concludo, infine, augurandomi che io possa sempre amare il mio sacerdozio, come lo amai fin da piccolo.

       Pregate tutti per me!

Mons Girolamo Grillo, Vescovo emerito di Civitavecchia - Tarquinia