Da Papa Benedetto XVI a Papa Francesco.

       Non posso fare a meno di parlare dei due avvenimenti che sono accaduti nella vita della Chiesa in questi ultimi tempi:

       1. Le inaspettate dimissioni del Papa Benedetto XVI

       2. La quasi improvvisa elezione al soglio di Pietro di Papa Francesco.

       Di Papa Benedetto XVI sappiamo quasi tutto: che sia stato e che fosse tuttora un grande teologo (è stato professore di teologia; come esperto ha partecipato ai lavori del Concilio Ecumenico Vaticano II, in quanto assistente del suo Cardinale; ha scritto non pochi libri di teologia sul cristianesimo, il più importante dei quali è la vita storica e teologica di Gesù, l’ultimo dei quali ha per titolo "L’infanzia di Gesù").

       Di Papa Francesco eletto in conclave nella sera della seconda giornata (erano esattamente 19, 06) sappiamo che con la sua elezione veniva a chiudersi la cosiddetta "Sede vacante". Lo abbiamo appreso non appena un Cardinale, dal balcone centrale della Basilica di San Pietro, ha annunciato al mondo una grande gioia "Gaudium magnum", un espressione corrispondente alle parole che l’angelo rivolge ai pastori della valle di Betlem.

      Sono bastati un nome e poche semplici parole per mostrare al mondo e soprattutto a Roma il suo nuovo Vescovo: il Cardinale Jorge Mario Bergoglio, Arcivescovo di Buenos Aires, il quale, dopo aver accettato la nomina di successore di Pietro, ha scelto di volersi chiamare Francesco, lasciando tutti alquanto stupiti.

       Egli stesso ci ha raccontato come e perché sia avvenuta la scelta di questo nome. Il Cardinale Hummes, suo intimo conoscente, quando il numero dei voti è arrivato a due terzi lo ha abbracciato e gli ha detto "Non dimenticarti dei poveri". Allora Egli così racconta, "quella parola poveri, è entrata qui, toccandosi la testa, e poi le guerre". Ed ecco la scelta del nome Francesco!

       E chi più povero, ha pensato, del poverello di Assisi, cioè di San Francesco di Assisi? E’ questa la ragione per cui, quando le è stata rivolta la domanda: con quale nome avrebbe desiderato chiamarsi, senza alcuna esitazione ha risposto: "Mi chiamerò Francesco".

       Si trattava di una decisione senza precedenti. Nessuno, infatti, tra i Successori di Pietro, aveva scelto il nome di Francesco.

       Il nome scelto da questo Papa rivela tutta la linea guida del suo incarico, la speranza e i desideri di quanti dicono di essere cattolici.

       Sono state molte, inoltre, le parole che Egli, affacciandosi dalla Loggia della Benedizione della Basilica Vaticana (13 marzo, ore 20.20), alla folla dei fedeli che gremiva completamente Piazza San Pietro si è rivolto come un padre, un amico, un fratello dicendo: "Fratelli e sorelle, Buona sera!" Quanta dolcezza, tenerezza, amore nelle sue parole! E’ stato sufficiente quel "Buona sera" per far esplodere in un lungo applauso di immensa gioia tutte le persone che gremivano la piazza.

       Poi l’abbiamo visto come ha voluto pregare insieme alla gente per il suo predecessore Papa Benedetto XVI, affinché il Signore lo benedicesse e la Madonna lo custodisse. E dopo aver recitato un Padre Nostro, un Ave Maria e un Gloria, Papa Francesco si è espresso così: "E adesso, incominciamo questo cammino Vescovo e popolo. Questo cammino della Chiesa di Roma, che è quello che presiede nella carità tutta la Chiesa. Un cammino di fratellanza, di amore, di fiducia tra noi. Preghiamo sempre per noi: l’uno per l’altro. Preghiamo per tutta il mondo, perché ci sia una grande fratellanza".

      Dunque, sarebbe bene, che il cammino della Chiesa, fosse sulla stessa scia indicata dal Papa Francesco, "Vescovo e popolo".

       Certamente le parole fratellanza, amore e fiducia, hanno un significato molto preciso che va al di là delle parole. Occorre, peraltro, vedere se alle parole corrispondano i fatti e le opere da parte nostra.

       E quindi, continua il discorso e afferma: "E adesso vorrei dare la benedizione, ma prima vi chiedo un favore: prima che il Vescovo benedica il popolo, vi chiedo che voi preghiate il Signore perché mi benedica: la preghiera del popolo, chiedendo la benedizione per il suo Vescovo. Facciamo in silenzio questa preghiera di voi su di me."

       Bellissimo il gesto che Papa Francesco ha fatto in quel momento: si è chinato verso il popolo, rimanendo in silenzio. Tutto questo ha anche un grande significato, é veramente emblematico di quello che sarà tutto il Pontificato: pregare prima di qualsiasi decisione.

       Tante altre cose si potrebbero dire di questo Papa, che si è rivelato subito vicino ai lontani, agli emarginati, ai poveri, agli ammalati, ai carcerati ecc.

       Parole semplici, come si può notare, ma che penetrano il cuore di ognuno e che rivela il suo grande tenore di vita. Si dice in latino: "ex abundantie cordis os loquitum".

       Ci si trova, dunque, davanti ad un altro grande Papa, come altrettanto grandi si erano rivelati tanti suoi predecessori, ma ognuno ha il suo carisma e per questo la Chiesa può crescere ed essere sempre viva.

        Ed infine vorrei augurare a tutti che possiate vivere una vera Settimana Santa con la penitenza e il digiuno, in preparazione alla Santa Pasqua per la quale rivolgo a tutti, non dimenticando nessuno, cordialissimi auguri.

Mons Girolamo Grillo, Vescovo emerito di Civitavecchia - Tarquinia