Aspettando il nuovo Papa.

       Che cosa dovremmo fare in attesa del nuovo Papa? Né più e né meno quello che abbiamo fatto quando è stato eletto al Soglio di Pietro Papa Ratzingher. Che cosa abbiamo fatto allora? Dopo la morte di Giovanni Paolo II, abbiamo pregato il Signore perché illuminasse i Cardinali a scegliere un Papa veramente secondo il cuore di Cristo. In effetti, il Signore ha esaudito le nostre preghiere, mandandoci un Papa, il Papa oggi dimissionario, ma che è stato veramente rispondente al di là le nostre attese.

      Oggi, pertanto, a noi non resta altro che pregare perché il nuovo Papa, che sarà chiamato ad esercitare il ministero pietrino, sia altrettanto valido, sia dal punto di vista intellettuale, sia da quello spirituale, come l’attuale Papa che recentemente ha dato spontaneamente le proprie dimissioni, raccogliendosi soprattutto a pregare, restando sempre vicino alla Chiesa, la quale è sempre guidata da un solo nocchiero: il Cristo.

       La Chiesa, non è affatto una comunità di persone perfette, ma anche di uomini che talvolta sono lontani da Dio, che, però, si debbono riconoscere bisognosi dell’amore di Dio, cioè esigenti di essere purificati attraverso la Croce del Cristo.

      Quando, infatti, nel Vangelo leggiamo tutto ciò che si riferisce all’apostolo Pietro, cui Gesù aveva affidato la barca, cioè la sua Chiesa, trasparisce chiaramente che all’apostolo è stato chiesto di dispensare il potere di Cristo con un grande amore, cioè con quell’Amore che un giorno lo stesso Gesù avrebbe irradiato quando sarebbe stato innalzato sulla Croce.

       Nelle stesse pagine del Vangelo, come dicevamo, emerge chiaramente e con forza la chiara promessa di Gesù: le porte degli inferi, cioè le forze del male non prevarranno mai nella vita della Chiesa: non praevalebunt.

      Potremmo servirci anche di un paragone, richiamando alla mente quanto è accaduto nella vita del Profeta Geremia, al quale il Signore affidandogli un mandato da compiere, disse: "Ecco io faccio di te come una città fortificata, una colonna di ferro e un muro di bronzo contro tutto il paese, contro i re di Giuda e i suoi capi, contro i suoi sacerdoti e il popolo del paese. Ti faranno guerra, ma non ti vinceranno, non prevarranno, perché io sono con te per salvarti".

       In effetti, Gesù aveva fatto a Pietro una promessa ancora più grande di quella fatta al Profeta Geremia e agli altri antichi profeti: questi ultimi, infatti, erano stati minacciati soltanto da nemici umani, mentre a Pietro ha fatto la promessa di difenderlo da un nemico ancora più subdolo, più potente: l’inferno, cioè le forze sataniche, ossia dal potere distruttivo del male.

       Geremia però, aveva ricevuto una promessa concernente soltanto la sua persona e il suo ministero profetico, a Pietro invece, viene assicurata da Gesù una continua protezione riguardante anche il futuro della Chiesa, cioè quella comunità di fedeli che Egli stesso avrebbe fondato, e che sarebbe continuata ad esistere, al di là della stessa esistenza personale di Pietro.

       Il nome stesso di Pietro significa Pietra, cioè roccia. Non per nulla Gesù lo avrebbe chiamato così ai piedi di una grande roccia, dalla quale scaturisce il fiume Giordano, simbolo evidentissimo dei Sacramenti e specialmente del Battesimo, con i quali Gesù avrebbe assicurato per sempre la sua continua presenza nella vita della Chiesa.

       Ecco, pertanto, il nuovo Papa che desidereremmo, aspettando il nuovo Papa: un Papa che sia veramente una solida roccia, capace di affrontare tutte le difficoltà che di certo gli si metteranno tra i piedi per ostacolare il suo cammino nel mondo di oggi, cioè nell’attuale società così piena, anzi strapiena di insidie di ogni genere.

       Noi, quindi, specialmente in questi giorni di attesa, non cesseremo mai di pregare perché tutto questo si possa realizzare, così come non cesseremo mai di pregare anche per l’avvenire del nuovo Papa e per il grande compito che avrà da eseguire.

Mons Girolamo Grillo, Vescovo emerito di Civitavecchia - Tarquinia