I cattolici alle urne.

       Oggi e domani, come dicevamo domenica scorsa, in questa stessa rubrica, anche i cattolici si recheranno alle urne, per adempiere un loro grave obbligo nei confronti della società.

      Come voteranno? Qualcuno si è più che adombrato perché la Chiesa italiana, per il tramite del Cardinale Bagnasco, Presidente della C.E.I., nella recente riunione del Consiglio Permanente, ha ribadito al riguardo alcune cose molto importanti.

      Anzitutto le sue parole, come è ovvio, sono rivolte ai veri cattolici che vivono e praticano la fede e non ai cosiddetti “cattolici adulti”, quasi sempre disubbidienti alla maniera protestantica.

        Ai veri cattolici egli indica la strada da seguire, che poi è quella sempre indicata dalla Chiesa: a) dare il proprio voto soltanto a liste chiaramente orientate contro l’aborto e in difesa della vita in tutti i suoi stadi; b) scegliere quelle liste, di cui si è più che sicuri che difenderanno la famiglia monogamica (niente coppie gay, famiglia allargata ecc.).

        Non si cada, pertanto, nella trappola di quanti affermano che, trattandosi di elezioni per il governo delle Regioni, si deve guardare soltanto agli aspetti economici e soprattutto al problema della disoccupazione. Questo non risponde a verità, perché risaputamene proprio attraverso interventi della legislazione regionale concernente la “sanità” è stato introdotto l’uso della pillola del giorno dopo, la RU 486, la quale non è altro che la estensione al massimo dello stesso aborto e di altri annessi circa la sessualità con la banalizzazione di quest’ultima.

       Nessuno, poi, nega l’importanza delle questioni di ordine economico, come l’occupazione, la disoccupazione, il lavoro ecc. Ma i veri cattolici non mancheranno certamente di tener conto anche di questo ambito altrettanto importante. Essi, infatti, sono ben consapevoli che, nell’agire umano, per essere tranquilli in coscienza, occorre “unum facere et aliud non omittere”.

       Altro argomento, di non poca rilevanza, trattato dal Cardinale Bagnasco, è stato quello della “pedofilia”, ma di questo ci si occuperà in un prossimo intervento.

       Piace ora concludere insistendo sulla coerenza, da cui deve essere sempre animato, l’uomo di fede, se vuole tener conto di un noto proverbio secondo cui “chi non fa le cose bene cento volte va e viene”. Si finisce, cioè, col trasformare un’attività razionale, semplice e logica, in un groviglio di ripensamenti, errori e pentimenti. Tale coerenza, naturalmente, deve essere dimostrata anche nella espressione del proprio voto nell’attuale circostanza elettorale.

Mons. Girolamo Grillo, Vescovo emerito di Civitavecchia-Tarquinia